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	<title>evoltech, Autore presso Sistevo Srl</title>
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	<description>Protegge Ottimizza Controlla</description>
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	<title>evoltech, Autore presso Sistevo Srl</title>
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	<item>
		<title>9 aspetti da valutare per scegliere un servizio di backup efficace</title>
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		<dc:creator><![CDATA[evoltech]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 06 Jun 2023 09:22:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[PROTEGGI]]></category>
		<category><![CDATA[affidabilità]]></category>
		<category><![CDATA[archiviare dati]]></category>
		<category><![CDATA[backup]]></category>
		<category><![CDATA[MSP]]></category>
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		<category><![CDATA[salvataggio]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Fare un backup significa mettere al sicuro i propri dati ed evitare perdite di tempo per ripristinarli nel caso in cui si subisca un attacco informatico, o i dispositivi non siano più accessibili perché danneggiati, persi o rubati.&#160;&#160; La vera domanda da farsi quando si sceglie un servizio di backup riguarda, però, il concetto stesso [&#8230;]</p>
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<p>Fare un backup significa mettere al sicuro i propri dati ed evitare perdite di tempo per ripristinarli nel caso in cui si subisca un attacco informatico, o i dispositivi non siano più accessibili perché danneggiati, persi o rubati.&nbsp;&nbsp;</p>



<p>La vera domanda da farsi quando si sceglie un servizio di backup riguarda, però, il concetto stesso di sicurezza. Cosa vuol dire mettere i dati al sicuro?&nbsp;&nbsp;</p>



<p>Ogni <strong>gestore di backup </strong>dà una sua risposta e costruisce il suo servizio di conseguenza.&nbsp;&nbsp;</p>



<p>Ecco i 9 parametri tecnici che le aziende devono tenere in considerazione per valutare un <strong>servizio di backup</strong> e capire se è davvero efficiente per la sicurezza di cui hanno bisogno.&nbsp;&nbsp;</p>



<ol class="wp-block-list" start="1">
<li class="has-medium-font-size"><strong>Sicurezza  </strong></li>
</ol>



<p>Come si accede ai dati? È prevista solo una password o c&#8217;è un sistema di autenticazione a due fattori? Come vengono archiviati i documenti? Il loro percorso verso i server di backup è sicuro?&nbsp;&nbsp;</p>



<p>La risposta a queste domande aiuta le aziende a capire se il servizio scelto offre davvero la sicurezza di cui hanno bisogno o mette a rischio i dati, anche quelli più sensibili.&nbsp;&nbsp;</p>



<ol class="wp-block-list" start="2">
<li class="has-medium-font-size"><strong>Flessibilità  </strong></li>
</ol>



<p>Oggi hai pochi file da backuppare, ma domani chissà. Un servizio di backup efficiente è modulabile e cresce con la tua azienda per salvare tutti i dati che produci mano a mano che il tuo business si espande.&nbsp;&nbsp;</p>



<ol class="wp-block-list" start="3">
<li class="has-medium-font-size"><strong>Performance  </strong></li>
</ol>



<p>Quando fai i backup puoi continuare a lavorare, o devi aspettare e guardare una rotellina che gira sul monitor del tuo pc?&nbsp;&nbsp;&nbsp;</p>



<p>Un backup performante è studiato per non interferire con il tuo lavoro quotidiano.&nbsp;&nbsp;</p>



<ol class="wp-block-list" start="4">
<li class="has-medium-font-size"><strong>Piano B   </strong></li>
</ol>



<p>I backup servono per salvare i tuoi dati in un luogo sicuro, ma cosa succede se scegli un solo luogo e questo si danneggia? I backup efficienti salvano i dati sia un server fisico presente nella tua azienda che nel cloud, ovvero su server dislocati in tutto il mondo, perché se uno dei due sistemi si guasta, puoi sempre contare sul piano B.&nbsp;&nbsp;</p>



<ol class="wp-block-list" start="5">
<li class="has-medium-font-size"><strong>Automazione  </strong></li>
</ol>



<p>Con tutto quello che hai da fare durante il giorno, non puoi occuparti anche del backup.&nbsp;&nbsp;</p>



<p>Un servizio affidabile automatizza il processo di salvataggio, spesso in orario notturno o nei week end, così che tu puoi dedicarti al lavoro senza preoccuparti di archiviare i dati, perché il servizio di backup lo farà al posto tuo e a cadenze regolari.&nbsp;&nbsp;&nbsp;</p>



<ol class="wp-block-list" start="6">
<li class="has-medium-font-size"><strong>Supporto H24  </strong></li>
</ol>



<p>In informatica può sempre succedere che qualcosa vada storto e non si può di certo aspettare il primo giorno lavorativo utile per risolvere i disguidi.&nbsp;&nbsp;</p>



<p>Un servizio di backup serio ed efficiente è quello che ti garantisce un supporto h24, 7 giorni su 7, per intervenire in modo tempestivo in ogni occasione, anche il venerdì sera o la domenica mattina.&nbsp;&nbsp;</p>



<ol class="wp-block-list" start="7">
<li class="has-medium-font-size"><strong>Integrazione  </strong></li>
</ol>



<p>Bello il servizio di backup, ma se non comunica con i software e i dispositivi che hai in azienda come fai a salvare i dati?&nbsp;&nbsp;</p>



<p>Quando scegli una soluzione di backup, assicurati che possa essere integrata con la tua rete informatica per entrare a far parte dell&#8217;infrastruttura IT senza creare disguidi e senza farti perdere tempo per fare il salvataggio dei dati.&nbsp;&nbsp;</p>



<ol class="wp-block-list" start="8">
<li class="has-medium-font-size"><strong>Soluzioni multi piattaforma  </strong></li>
</ol>



<p>L&#8217;integrazione del backup va di pari passo con la possibilità di salvare in un unico posto i dati di dispositivi che usano sistemi operativi diversi tra loro. Sebbene molti dei computer aziendali utilizzino Windows, anche iOS e Linux sono molto diffusi e un backup aziendale dovrebbe supportarli tutti, per evitare che una parte dei tuoi dati vada persa.&nbsp;&nbsp;</p>



<ol class="wp-block-list" start="9">
<li class="has-medium-font-size"><strong>Sistema di notifica  </strong></li>
</ol>



<p>Se il backup non funziona, tu o il tuo tecnico dovete essere subito informati per risolvere il problema o per salvare i dati in un altro modo. Le notifiche sono fondamentali per valutare le performance di un backup e un servizio che non le garantisce rischia di farti perdere i dati solo perché sono settimane che c&#8217;è un problema, ma nessuno se ne è accorto.&nbsp;&nbsp;</p>



<h3 class="wp-block-heading">Ora che hai ben chiari i parametri per scegliere il backup giusto, non ti resta che trovarlo!&nbsp;&nbsp;</h3>



<p>Se hai ancora bisogno di supporto nella scelta di un backup efficiente e calibrato sulle tue reali esigenze, parla con i nostri tecnici che sapranno indirizzarti verso il servizio più adatto a te.&nbsp;</p>



<p>[Contattaci senza impegno]&nbsp;</p>
								</div>
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		<item>
		<title>Audit informatico: cosa è e perché dovresti farlo subito</title>
		<link>https://www.sistevo.it/audit-informatico-cosa-e-e-perche-dovresti-farlo-subito/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[evoltech]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 02 May 2023 16:39:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CONTROLLA]]></category>
		<category><![CDATA[Audit Hardware]]></category>
		<category><![CDATA[Audit Informatico]]></category>
		<category><![CDATA[Audit Software]]></category>
		<category><![CDATA[Controllo Backup]]></category>
		<category><![CDATA[Manutenzione]]></category>
		<category><![CDATA[MSP]]></category>
		<category><![CDATA[Password]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Scopri cosa è un audit IT e perché ogni azienda dovrebbe farlo prima che sia troppo tardi. Leggi il nostro approfondimento. Quanto è sicura la tua rete IT? Chi ha accesso ai documenti più importanti? Cosa bisogna fare se si subisce un attacco hacker? La risposta a tutte queste domande è nell&#8217;audit informatico. Vediamo insieme [&#8230;]</p>
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									<p></p>
<p><em>Scopri cosa è un audit IT e perché ogni azienda dovrebbe farlo prima che sia troppo tardi. Leggi il nostro approfondimento.</em></p>
<p></p>
<p></p>
<p>Quanto è sicura la tua rete IT? Chi ha accesso ai documenti più importanti? Cosa bisogna fare se si subisce un attacco hacker?</p>
<p></p>
<p></p>
<p>La risposta a tutte queste domande è nell&#8217;audit informatico. Vediamo insieme cosa è, come funziona e perché è indispensabile per la <strong>sicurezza della tua azienda</strong>.</p>
<p></p>
<p></p>
<h2 class="wp-block-heading">Cosa è l&#8217;audit informatico</h2>
<p></p>
<p></p>
<p>L&#8217;audit informatico un documento che mette nero su bianco la situazione della tua infrastruttura informatica aziendale.</p>
<p></p>
<p></p>
<p>Viene redatto da un tecnico esperto in sicurezza informatica che viene fisicamente nella tua sede e:</p>
<p></p>
<p></p>
<ul class="wp-block-list"><p></p>
<li>analizza tutti gli hardware e i software che utilizzi,</li>
<p></p>
<p></p>
<li>verifica la sicurezza delle password,</li>
<p></p>
<p></p>
<li>si assicura che ci siano dei backup dei dati,</li>
<p></p>
<p></p>
<li>controlla la gestione della manutenzione periodica,</li>
<p></p>
<p></p>
<li>si confronta con i dipendenti per capire chi e come ha accesso a determinati documenti.</li>
<p></p>
</ul>
<p></p>
<p></p>
<p>Alla fine del suo intervento, il tecnico ti rilascia un elenco dettagliato dello stato dell&#8217;arte, dove sono riportate le vulnerabilità della tua rete, i consigli per renderla più sicura e le azioni da intraprendere nel caso in cui ci siano dei problemi futuri.</p>
<p></p>
<p></p>
<h2 class="wp-block-heading">Perché fare un audit informatico in azienda</h2>
<p></p>
<p></p>
<p>Non puoi mai sapere quando la tua azienda sarà vittima di un attacco informatico.</p>
<p></p>
<p></p>
<p>Da un&#8217;analisi di Trend Micro l&#8217;85% delle aziende italiane è a rischio perdita di dati e l&#8217;unico modo che hai per tutelarti è attivarti fin da subito per prevenire e contenere i danni.</p>
<p></p>
<p></p>
<p>Con un audit informatico batti sul tempo gli hacker perché individui subito le falle di sicurezza e puoi risolverle prima che sia troppo tardi. Inoltre, predisponi una procedura efficace che, anche se i tuoi dati andranno persi, potrai ripristinarli in breve tempo, senza veder sparire tutto il lavoro di una vita in pochi minuti.</p>
<p></p>
<p></p>
<p>Molte aziende danno poco peso all&#8217;audit informatico perché lo vedono come una spesa, ma se lo paragoni ai danni della perdita di dati importanti per la tua attività, puoi intuire che si tratta di un investimento sul tuo futuro piuttosto che di un costo.&nbsp;</p>
<p></p>
<p></p>
<h3 class="wp-block-heading">Non aspettare che sia troppo tardi per mettere al sicuro la tua rete informatica.</h3>
<p></p>								</div>
				</div>
					</div>
		</div>
					</div>
		</section>
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		<title>3 consigli per attuare uno smart working efficace</title>
		<link>https://www.sistevo.it/3-consigli-per-attuare-uno-smart-working-efficace/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[evoltech]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 02 May 2023 16:01:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[MSP]]></category>
		<category><![CDATA[Chat Private]]></category>
		<category><![CDATA[Condivisione]]></category>
		<category><![CDATA[PMI]]></category>
		<category><![CDATA[smart working]]></category>
		<category><![CDATA[VPN]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Lo smart working funziona se si basa su infrastruttura ITC ben progettata. Scopri quali caratteristiche deve avere la tua rete IT per permettere il lavoro da remoto. I tuoi dipendenti vogliono lo smart working, ma non sei convinto perché credi che il lavoro da remoto metta a rischio la sicurezza dei dati? La tua preoccupazione [&#8230;]</p>
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									<p></p>
<p><em>Lo smart working funziona se si basa su infrastruttura ITC ben progettata. Scopri quali caratteristiche deve avere la tua rete IT per permettere il lavoro da remoto.</em></p>
<p></p>
<p></p>
<p>I tuoi dipendenti vogliono lo smart working, ma non sei convinto perché credi che il lavoro da remoto metta a rischio la <strong>sicurezza dei dati</strong>? La tua preoccupazione è più che lecita.</p>
<p></p>
<p></p>
<p>Con un&#8217;infrastruttura informatica ben studiata, però, puoi dare ai tuoi collaboratori la possibilità di lavorare da casa con la certezza che i dati siano al sicuro proprio come avviene tra le mura del tuo ufficio. Per attuare questa &#8220;rivoluzione&#8221; nella tua azienda è sufficiente rivedere la tua rete IT con il supporto di un professionista e <strong>implementare soluzioni ad hoc</strong> che rendono lo smart working sicuro.</p>
<p></p>
<p></p>
<p>Ecco quali sono le tecnologie che non possono mancare se vuoi offrire la possibilità del lavoro da remoto:</p>
<p></p>
<p></p>
<h3 class="wp-block-heading">
<h2><ul><li>Una VPN</li></ul></h2>
</h3>
<p></p>
<p></p>
<p>La VPN, abbreviativo di Virtual Private Network, è una rete di connessione privata che si appoggia su internet e che è accessibile solo a te e i tuoi collaboratori. Questo protocollo nasconde l&#8217;indirizzo IP degli utenti e cripta i dati che ricevono e mandano attraverso il web, rendendone più difficile l&#8217;intercettazione da parte dei malintenzionati.</p>
<p></p>
<p></p>
<p>Se crei una VPN aziendale efficiente, i tuoi collaboratori si potranno collegare alla rete dell&#8217;ufficio tramite nome utente e password, ma tutti i dati che usciranno dall&#8217;azienda per raggiungerli a casa saranno al sicuro, proprio come se venissero spostati all&#8217;interno della tua sede senza mai oltrepassare i cancelli.</p>
<p></p>
<p></p>
<h3 class="wp-block-heading">
<h2><ul><li>Uno spazio privato per la condivisione</li></ul></h2>
</h3>
<p></p>
<p></p>
<p>Sempre con l&#8217;obiettivo di avere dati sicuri, ma accessibili anche da chi non è fisicamente in azienda, puoi implementare uno spazio Cloud per la condivisione dei dati. Online esistono tante realtà che offrono <strong>spazi virtuali dove archiviare documenti</strong>, dati, immagini,… ma non sai mai dove e come vengono tutelati.</p>
<p></p>
<p></p>
<p>Se ti rivolgi a un tecnico <strong>esperto in sicurezza informatica</strong>, invece, puoi creare un cloud a tuo nome che viene controllato di continuo e che ti offre tutta la privacy che cerchi per la tua attività.</p>
<p></p>
<p></p>
<h3 class="wp-block-heading">
<h2><ul><li>Chat private</li></ul></h2>
</h3>
<p></p>
<p></p>
<p>Oltre a un archivio condiviso, con un cloud privato puoi creare anche un servizio di chat che mette in contatto chi lavora in azienda con chi è fuori sede.</p>
<p></p>
<p></p>
<p>Attraverso le chat private crei un vero e proprio <strong>ufficio virtuale</strong> dove i collaboratori si scrivono messaggi, si telefonano, condividono documenti, il tutto all&#8217;interno di uno spazio sicuro, perché creato apposta per la tua azienda.</p>
<p></p>
<p></p>
<p>Inoltre, grazie alle chat, <strong>potrai contattare tutti i tuoi collaboratori</strong> durante l&#8217;orario di ufficio proprio come se fossero nella scrivania accanto alla tua.</p>
<p></p>
<p></p>
<h3 class="wp-block-heading">Non creare malumori in azienda solo perché non ti fidi della sicurezza dello smart working.</h3>
<p></p>
<p></p>
<p>Affidati alla nostra esperienza per implementare un&#8217;infrastruttura IT sicura sia in azienda che fuori.</p>
<p></p>								</div>
				</div>
					</div>
		</div>
					</div>
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									<span class="elementor-button-text">CONTATTACI SENZA IMPEGNO</span>
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			</item>
		<item>
		<title>Firewall aziendale: i vantaggi di un firewall gestito</title>
		<link>https://www.sistevo.it/firewall-aziendale-i-vantaggi-di-un-firewall-gestito/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[evoltech]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 10 Apr 2023 15:00:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[PROTEGGI]]></category>
		<category><![CDATA[Firewall gestito]]></category>
		<category><![CDATA[MSP]]></category>
		<category><![CDATA[sicurezza informatica]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.sistevo.it/?p=3962</guid>

					<description><![CDATA[<p>Se hai un&#8217;azienda, la sicurezza informatica è fondamentale per garantire la protezione dei dati, dei clienti e del tuo business. Uno strumento indispensabile per proteggere la tua rete IT da attacchi informatici è il firewall, ma cosa è nel concreto? Quale scegliere per ottimizzare il tuo investimento? Vediamo insieme cosa è, come funziona e quali [&#8230;]</p>
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									Se hai un&#8217;azienda, la sicurezza informatica è fondamentale per garantire la protezione dei dati, dei clienti e del tuo business. Uno strumento indispensabile per proteggere la tua rete IT da attacchi informatici è il firewall, ma cosa è nel concreto? Quale scegliere per ottimizzare il tuo investimento?

Vediamo insieme cosa è, come funziona e quali sono i vantaggi di una soluzione gestita rispetto alle altre opzioni disponibili.
<h2>Cosa è il firewall</h2>
Il firewall è un sistema di sicurezza informatica che monitora e controlla il traffico di rete in entrata e in uscita. Si tratta di una vera e propria barriera che decide chi e quali dati possono entrare o uscire dalla rete interna della tua azienda.

A livello tecnico i firewall possono utilizzare diverse tecniche di monitoraggio, ma per renderli efficaci è importante stabilire delle regole di sicurezza in fase di installazione, così che possano riconoscere il traffico sicuro da quello poco affidabile.
<h2>Firewall aziendale singolo, di rete o gestito?</h2>
Chi sceglie di installare un firewall, oggi ha la possibilità di scegliere tra tre diverse soluzioni:
<ul>
 	<li>Un firewall singolo, che va installato su ogni dispositivo. Le aziende che hanno 40 pc in azienda, devono quindi acquistare 40 licenze firewall e installarle una ad una, aggiornarle una ad una, rinnovarle una ad una.</li>
 	<li>Un firewall di rete. Si tratta di una soluzione più evoluta posta all&#8217;ingresso della rete aziendale. In questo caso, quindi, l&#8217;azienda con 40 pc ha un solo firewall, ma anche in questo caso deve installarlo, aggiornarlo e rinnovarlo in autonomia o chiamando un tecnico che si presenta in azienda, ferma il lavoro di tutti e opera sul firewall.</li>
 	<li>Il firewall gestito. Nato dallo sviluppo del cloud, il firewall gestito funziona esattamente come un firewall di rete, ma è gestito a distanza da un tecnico specializzato. Questo significa che non c&#8217;è bisogno di intervenire fisicamente sui pc aziendali e gli aggiornamenti possono essere programmati in momenti non-lavorativi, evitando così di fermare l&#8217;intera azienda.</li>
</ul>
Tra le tre opzioni, il firewall gestito è quello che dà alle aziende maggiori vantaggi sia in termini di gestione, che di risparmio sui costi e sui tempi di lavoro.
<h2>I vantaggi di un firewall gestito</h2>
Con un firewall gestito, le aziende possono contare su:
<ul>
 	<li>Aggiornamenti e rinnovi periodici che non lasciano mai la rete scoperta</li>
 	<li>Un supporto tecnico più veloce, perché effettuato a distanza</li>
 	<li>Un risparmio in termini di tempo per il reparto IT interno che non deve gestire il firewall</li>
 	<li>Una manutenzione che non ferma l&#8217;azienda perché viene effettuata nei momenti più idonei</li>
</ul>
Inoltre, con un firewall gestito la rete IT diventa più sicura non solo nell&#8217;immediato, ma anche sul lungo periodo, perché è monitorata di continuo da personale qualificato che assicura un controllo ancora più accurato sul traffico di dati.
<h3>Vuoi implementare nella tua azienda un firewall gestito per aumentare la tua sicurezza e ottimizzare gli interventi di manutenzione?</h3>								</div>
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		<title>Guida all’utilizzo di Teams: lo strumento indispensabile per lavorare in smart working</title>
		<link>https://www.sistevo.it/guida-allutilizzo-di-teams/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[evoltech]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 27 Oct 2020 16:17:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[OTTIMIZZA]]></category>
		<category><![CDATA[smart working]]></category>
		<category><![CDATA[software]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Teams, il software di casa Microsoft, rappresenta un ottimo strumento per permettere la collaborazione tra i gruppi di lavoro, all’insegna della semplicità e dell’efficienza operativa. La spinta alla digitalizzazione degli ultimi anni e l’emergenza COVID-19 hanno accelerato il processo di adozione di tecnologie e strumenti per permettere ai propri dipendenti di lavorare da remoto. Si [&#8230;]</p>
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									<h2>Teams, il software di casa Microsoft, rappresenta un ottimo strumento per permettere la collaborazione tra i gruppi di lavoro, all’insegna della semplicità e dell’efficienza operativa.</h2>								</div>
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									<p>La spinta alla digitalizzazione degli ultimi anni e l’emergenza COVID-19 hanno accelerato il processo di adozione di tecnologie e strumenti per permettere ai propri dipendenti di lavorare da remoto. Si parla sempre più spesso di <strong>Remote Working</strong> o di <strong>Smart Working</strong>.</p><p>Secondo il <a href="https://www.istat.it/it/archivio/244848">rapporto annuale ISTAT</a>, nel 2020 i lavoratori da casa sono <strong>oltre 4 Milioni</strong>, un numero che è destinato a crescere (da marzo ad aprile si è passati dal 12,6% al 18,5%) e che potrebbe addirittura raddoppiare nel breve periodo.</p><p>Remote Working e Smart Working non sono però la stessa cosa. Nel scegliere una modalità di lavoro l’azienda dovrebbe lavorare anche sul <strong>mindset</strong> e sulle <strong>procedure. </strong>Un aspetto spesso sottovalutato, ma importante per permettere al singolo dipendente e ai diversi gruppi  di lavorare ai propri progetti. Inoltre, non bisogna dimenticare che ogni nuovo processo deve poter garantire la continuità operativa dell’azienda.</p>								</div>
				</div>
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									<h3>Remote Working o Smart Working?</h3>								</div>
				</div>
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									<p>La differenza sostanziale tra Remote e Smart Working risiede principalmente nella modalità e nell’approccio. Il lavoro da remoto prevede un orario di lavoro uguale a quello d’ufficio, ma semplicemente la giornata lavorativa del dipendente si svolge a casa o in altra sede.</p><p>Smart Working abbraccia invece un concetto più ampio di lavoro da remoto, che include un certo grado di flessibilità oraria e una misurazione delle performance in base agli obiettivi e ai risultati.</p><p>Indipendentemente dalla modalità che il datore di lavoro privilegerà, è importante per l’azienda lavorare preventivamente su <strong>3 aspetti fondamentali:</strong></p><ul><li>Obiettivi e modalità operative da condividere con tutti i team di lavoro</li><li>Il rapporto di lavoro deve potersi basare sulla fiducia reciproca</li><li>Privacy e sicurezza devono essere garantite</li></ul><p>Per assolvere tutti e tre gli ambiti, l’azienda dovrà dotarsi anche di <strong>strumenti</strong> e <strong>tecnologie</strong> adeguate.</p>								</div>
				</div>
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									<h3>Teams di Microsoft Office: lo strumento giusto per organizzare il lavoro.</h3>								</div>
				</div>
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									<p>Il software Teams è un <strong>hub</strong> progettato per favorire la <strong>collaborazione</strong>: un luogo virtuale che può riunire facilmente persone, contenuti e strumenti in modo semplice e intuitivo per tutti.</p><p>Tramite Teams è infatti possibile avere un’<strong>area di lavoro condivisa</strong>, dove effettuare <strong>riunioni</strong>, audio o video <strong>chiamate</strong>, <strong>chat</strong> e <strong>condivisione dei file</strong>.</p>								</div>
				</div>
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									<h3>Come Funziona</h3>								</div>
				</div>
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				<div class="elementor-widget-container">
									<p>Per creare un gruppo di lavoro, è sufficiente cliccare sulla <strong>tab “Team”</strong> dove si potrà visualizzare il proprio team di lavoro, gestire e invitare membri o creare nuovi canali per lo sviluppo di progetti specifici. All’interno dell’area di lavoro è possibile condividere i file, che saranno visibili anche agli altri membri del gruppo per la visualizzazione e il download.</p>
<p>Non solo i dipendenti, ma <strong>anche i collaboratori esterni</strong>, possono essere invitati su Teams per lavorare in tempo reale su progetti condivisi.</p>
<p>Vediamo le principali funzioni di Teams.</p>
<h4><span style="background-color: transparent; color: var( --e-global-color-text ); font-family: var( --e-global-typography-text-font-family ), Sans-serif; font-weight: bolder;">Riunioni</span></h4>
<p><span style="background-color: transparent; color: var( --e-global-color-text ); font-family: var( --e-global-typography-text-font-family ), Sans-serif; font-weight: var( --e-global-typography-text-font-weight );">Teams è ottimizzato per effettuare chiamate audio o videoconferenze tra due o più collaboratori. Per avviare una riunione è sufficiente premere sul tasto “Riunione immediata”, impostare l’oggetto del meeting e invitare i partecipanti. Oppure, è possibile pianificare una riunione cliccando sul relativo tasto e inserire data e ora e durata. Una volta confermato, è possibile condividere il link con gli invitati e aggiungere al proprio calendario.Limiti: il numero massimo di membri per singola riunione è di 250 utenti.</span></p>
<h4><strong style="background-color: transparent; color: var( --e-global-color-text ); font-family: var( --e-global-typography-text-font-family ), Sans-serif;">Chat</strong><span style="background-color: transparent; color: var( --e-global-color-text ); font-family: var( --e-global-typography-text-font-family ), Sans-serif; font-weight: var( --e-global-typography-text-font-weight );">&nbsp;</span></h4>
<p><span style="background-color: transparent; color: var( --e-global-color-text ); font-family: var( --e-global-typography-text-font-family ), Sans-serif; font-weight: var( --e-global-typography-text-font-weight );">Teams permette ai singoli utenti di chattare contemporaneamente con tutti i membri dell’organizzazione, oppure di avviare una chat con il team di lavoro o con un singolo membro. Per rivolgersi a un collaboratore, sarà sufficiente precedere il nome con il simbolo @. Nella chat si possono inserire testi formattati, aggiungere immagini o utilizzare emoji e GIF.</span></p>
<h4><strong style="background-color: transparent; color: var( --e-global-color-text );">Condivisione dei file</strong></h4>
<p><span style="background-color: transparent; color: var( --e-global-color-text );">Direttamente nella chat, cliccando sull’icona “graffetta” è possibile importare documenti dal proprio dispositivo o da OneDrive. Se si tratta di file di Microsoft Office (come file Word, fogli di calcolo o presentazioni Power Point) i membri della chat potranno visualizzarlo e modificarlo in tempo reale. Cliccando, invece, sulla tab File è possibile accedere all’archivio dei gruppi di lavoro di appartenenza, caricare o scaricare i file, accedere all’archivio di OneDrive o da altri archivi in cloud, come ad esempio Google Drive, Dropbox, Sharefile.</span></p>
<h4><strong style="background-color: transparent; color: var( --e-global-color-text );">App esterne</strong></h4>
<p><span style="background-color: transparent; color: var( --e-global-color-text );">Premendo sul tasto App, in basso a sinistra, è possibile aggiungere altre app e servizi per espandere le funzionalità di Team. Già integrati ci sono Bing News, Youtube, Meteo, Wikipedia, Azioni e Mappe, ma è possibile aggiungere applicazioni come Zoom, Trello, Cisco Webex Meetings, Mindomo, Evernote, SurveyMonkey, Github, Feed RSS da qualsiasi sito e tanti altri. Per accedere alle app si può andare alla sezione Team e premere il tasto con tre pallini in basso, sotto la barra di scrittura.</span></p>								</div>
				</div>
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				<div class="elementor-widget-container">
									<h3>Teams è uno strumento sicuro per i dati aziendali?</h3>								</div>
				</div>
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				<div class="elementor-widget-container">
									<p>Una delle principali preoccupazioni delle aziende è quella di <strong>garantire la sicurezza e la privacy</strong>, rispetto a dati personali e documentazione. Teams, in quanto prodotto di Microsoft, gode di meccanismi di protezione all’avanguardia, con sistemi di autenticazione a due fattori di crittografia dei dati in transito e a riposo. Inoltre, è dotato di un sistema ATP per rilevare ipotetiche minacce sia nelle applicazioni di terze parte, che negli allegati.</p><p>Per approfondire l’argomento, Microsoft mette a disposizione due video che spiegano nel dettaglio tutte le caratteristiche in materia di sicurezza e conformità:</p><ul><li><a href="https://youtu.be/91lHNKVVvQ4">Elementi essenziali di Microsoft teams per it: sicurezza e conformità</a> (12:42 min)</li><li><a href="https://www.youtube.com/watch?v=Km4T4hMM__k">Controlli Microsoft teams per la sicurezza e la conformità</a> (10:54 min)</li></ul>								</div>
				</div>
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									<h3>Quanto mi costa?</h3>								</div>
				</div>
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						<div class="elementor-icon-box-content">

									<h3 class="elementor-icon-box-title">
						<span  >
							Se sei già nostro cliente MSP						</span>
					</h3>
				
									<p class="elementor-icon-box-description">
						Il software Teams è sicuramente incluso nella tua licenza di Microsoft 365 e siamo a tua disposizione per una corretta configurazione dello strumento.					</p>
				
			</div>
			
		</div>
						</div>
				</div>
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			</div>
			
						<div class="elementor-icon-box-content">

									<h3 class="elementor-icon-box-title">
						<span  >
							Se non hai una licenza Microsoft 365 o non sei ancora nostro cliente						</span>
					</h3>
				
									<p class="elementor-icon-box-description">
						Eccoti una breve guida scaricabile con le funzionalità principali spiegate in questo articolo.					</p>
				
			</div>
			
		</div>
						</div>
				</div>
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									<h2 class="elementor-cta__title elementor-cta__content-item elementor-content-item">
						Scarica la guida Microsoft 365 - Teams					</h2>
				
									<div class="elementor-cta__description elementor-cta__content-item elementor-content-item">
						La guida ufficiale di Microsoft					</div>
				
									<div class="elementor-cta__button-wrapper elementor-cta__content-item elementor-content-item ">
					<a class="elementor-cta__button elementor-button elementor-size-" href="https://www.sistevo.it/wp-content/uploads/2020/10/Teams-QS.pdf">
						Clicca qui					</a>
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					IN ITALIANO				</div>
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									<p><span style="color: var( --e-global-color-text ); font-family: var( --e-global-typography-text-font-family ); font-size: var( --e-global-typography-text-font-size ); font-weight: var( --e-global-typography-text-font-weight );">Non esitare </span><a style="font-family: var( --e-global-typography-text-font-family ); font-size: var( --e-global-typography-text-font-size ); font-weight: var( --e-global-typography-text-font-weight ); background-color: #ffffff;" href="https://www.sistevo.it/contatti/">a contattarci</a><span style="color: var( --e-global-color-text ); font-family: var( --e-global-typography-text-font-family ); font-size: var( --e-global-typography-text-font-size ); font-weight: var( --e-global-typography-text-font-weight );"> se vuoi saperne di più.</span></p>								</div>
				</div>
					</div>
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		<p>L'articolo <a href="https://www.sistevo.it/guida-allutilizzo-di-teams/">Guida all’utilizzo di Teams: lo strumento indispensabile per lavorare in smart working</a> proviene da <a href="https://www.sistevo.it">Sistevo Srl</a>.</p>
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		<title>MSP: chi sono e cosa offrono alle aziende</title>
		<link>https://www.sistevo.it/msp-chi-sono-e-cosa-offrono-alle-aziende/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[evoltech]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 15 Oct 2020 17:41:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[MSP]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Quando mi chiedono di spiegare che lavoro facciamo, la risposta non è mai facile ed è spesso fonte di dubbi. Tecnicamente il nostro servizio si definisce MSP, un acronimo inglese che sta per Managed Service Provider. Purtroppo, anche traducendo in italiano &#8211; Fornitore di servizi gestiti -, la maggior parte delle persone e delle aziende [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.sistevo.it/msp-chi-sono-e-cosa-offrono-alle-aziende/">MSP: chi sono e cosa offrono alle aziende</a> proviene da <a href="https://www.sistevo.it">Sistevo Srl</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[		<div data-elementor-type="wp-post" data-elementor-id="652" class="elementor elementor-652" data-elementor-post-type="post">
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									<h3>Quando mi chiedono di spiegare che lavoro facciamo, la risposta non è mai facile ed è spesso fonte di dubbi.</h3><h3>Tecnicamente il nostro servizio si definisce <b>MSP</b>, un acronimo inglese che sta per Managed Service Provider.</h3>								</div>
				</div>
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									<p>Purtroppo, anche traducendo in italiano &#8211; <strong>Fornitore di servizi gestiti</strong> -, la maggior parte delle persone e delle aziende non ha le idee molto chiare sul significato.</p><p>In questo articolo, cercherò di fare chiarezza su cosa significa lavorare come MSP e perché rappresenta la scelta più conveniente per le aziende che operano negli attuali mercati.</p>								</div>
				</div>
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									<h3>Cosa può offrire un MSP alla tua azienda</h3>								</div>
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									<p>Per rendere più concreto il concetto, <strong>un MSP fornisce tranquillità</strong>.</p><p>Attraverso un servizio gestito, quindi quasi totalmente da remoto, <strong>un MSP protegge l’infrastruttura IT da minacce</strong> esterne, come virus o malware. Contemporaneamente si preoccupa di <strong>attivare dei sistemi di ripartenza rapida</strong> in caso di crash dei sistemi o di disastro, che in gergo si chiamano procedure di <a href="https://www.sistevo.it/disaster-recovery-larma-segreta-per-gestire-guasti-e-crash-del-sistema/">Disaster Recovery</a> e di <a href="https://www.sistevo.it/business-continuity-proteggere-lazienda-da-fermi-e-guasti-di-sistema/">Business Continuity</a>.</p>								</div>
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									<p>Oggi le aziende lavorano sempre connesse a una rete: i dipendenti svolgono il loro lavoro parzialmente o totalmente utilizzando dei PC; i macchinari delle linee di produzione sono collegate alla rete; i clienti, i magazzini, i dati, sono tutti gestiti tramite gestionali e software. È quindi facile intuire che <b>un fermo dell’azienda può costare molto</b> sia in termini economici, quanto in danni d’immagine dell’attività. Addirittura, per alcune aziende le conseguenze sono talmente gravi, da essere costrette a chiudere.</p><p>Per questo motivo, affidarsi alla fortuna e sperare che non capiti nulla non è una strategia vincente. Anzi, a dirla tutta è un atteggiamento piuttosto sconsiderato.</p>								</div>
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									<h3>Quando rivolgersi a un MSP?</h3><p>Andresti mai in moto senza casco?</p><p>Affronteresti un viaggio in auto di centinaia di chilometri, con a bordo la tua famiglia, senza aver fatto la revisione annuale?</p><p>Immagino che tu abbia risposto «No.» e sono sicuro che la pensi allo stesso modo anche per la tua azienda, i tuoi dipendenti, i tuoi clienti e il tuo lavoro. Sono anche altrettanto certo, che vorresti ridurre al minimo i rischi e ottimizzare al massimo le tue risorse.</p><p>Affidare la propria infrastruttura informatica a un MSP vuol dire proprio questo: <strong>lavorare sulla prevenzione</strong> dotandosi di tutti gli strumenti utili a prevenire le minacce. Ma anche <strong>sorvegliare costantemente il sistema</strong> affinché si possa intervenire tempestivamente qualora sorgesse un problema.</p>								</div>
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									<h3>Un MSP non lavoro secondo la logica Break-Fix</h3>								</div>
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									<p>Quando un MSP prende in carico la gestione dell’infrastruttura informatica, avviene un cambiamento di paradigma rispetto al comportamento standard:</p><p><em>aspetto il problema → chiamo un tecnico con la speranza che sistemi tutto in tempi rapidi.</em></p><p>In gergo, questo modo di operare si chiama <strong>“Break-Fix”</strong> ed è uno schema ormai superato se si vuole evitare:</p><ul><li>Fermo dei sistemi prolungato</li><li>Costi di riparazione non prevedibili e generalmente cospicui</li><li>Gravi conseguenze collaterali sull’azienda a livello di costi, clienti e immagine.</li></ul><p>Personalmente, lavoro in questo settore da oltre 15 anni e circa un anno fa ho deciso di abbandonare l’approccio break-fix per passare al servizio gestito, che considero molto <b>più efficiente</b> e <b>lungimirante</b> rispetto alle sfide future che ci aspettano.</p>								</div>
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									<h3>Come cambiano i costi di gestione dell’infrastruttura IT</h3>								</div>
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									<p>L’obiezione tipica che frena il passaggio dal break-fix a un servizio gestito di solito è una cosa tipo: </p><blockquote>«Ma perché dovrei pagare un canone fisso mensile, quando potrei non avere mai un problema?».</blockquote><p>In realtà i costi per la gestione subiscono un’immediata ottimizzazione.</p><p>Se, infatti, con il vecchio modello Break-fix, l’azienda si affidava alla sorte nella speranza che nulla capitasse, <strong>con il modello MSP si passa a un costo fisso, programmabile e inserito a budget.</strong></p><p>Il costo include molti servizi, che non solo ti proteggono dalle minacce, ma ti permettono di ottimizzare numerosi processi, migliorare i flussi e ridurre il numero di incidenti. Senza contare il supporto continuativo di un team di esperti in caso di problemi.</p><p>In pratica, anziché ritrovarsi a spendere parecchi soldi per sistemare un problema in piena urgenza, magari scendendo a numerosi compromessi, scegli di prevenire i problemi, minimizzando i rischi.</p><p>Di fatto, più un costo è prevedibile e più è gestibile sul medio-lungo periodo.</p>								</div>
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									<h3>Quali sono i reali benefici del modello MSP?</h3>								</div>
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									<p>Se sei arrivato fin qui e ancora non ti ho convinto, voglio condividere con te tutti i motivi e i benefici di affidarsi a un servizio gestito.</p><p>Innanzitutto,<strong> i problemi prima o poi capitano</strong>.</p><p>Al di là dei disastri causati da un <strong>evento naturale</strong>, come terremoti o alluvioni, potrebbe capitare un black-out o un crash dei sistemi dovuto a un <strong>guasto</strong> accidentale, un errore umano, un allagamento, ecc.</p><p>Se questi eventi possono sembrarti rari o improbabili, sappi che c’è una minaccia ben più grave e frequente, che si chiama<strong> <a href="https://www.cybersecurity360.it/nuove-minacce/il-ransomware-si-evolve-il-phishing-imperversa-ecco-le-minacce-2020-alle-aziende/">ransomware</a></strong>.</p><p>E attenzione, le vittime dei cyber criminali sono sempre più le piccole medie imprese, che spesso sottovalutano il problema e sono più vulnerabili.</p><p>Secondo il rapporto <a href="https://clusit.it/rapporto-clusit/">Clusit</a>, il numero di attacchi gravi in Italia cresce in maniera esponenziale di anno in anno. Nel 2019 cresce del +7,6% rispetto all’anno precedente, ma del +162% rispetto al 2014, con una <strong>media di 139 attacchi gravi al mese</strong>.</p><p>Quindi, oltre a proteggere dalle minacce, quali sono i <strong>reali benefici del servizio gestito</strong>?</p><h3>Principali benefici in breve:</h3><ul><li><strong>Continuità del servizio</strong>: l’infrastruttura viene messa in sicurezza, ma poi il servizio è continuativo. Aggiornamenti, backup, pulizia, antispam sono solo alcuni dei numerosi servizi inclusi in un pacchetto MSP.</li><li><strong>Pronto intervento</strong>: per qualsiasi problema, da un dubbio tecnico al potenziale disastro, sei affiancato da uno specialista pronto ad intervenire per risolvere il problema nel più breve tempo possibile. E il tempo, come abbiamo visto, è una risorsa molto costosa.</li><li><strong>Consulenza</strong>: un MSP di fiducia non è solo un guardiano dei sistemi, ma può aiutarti a capire quali sono le aree di ottimizzazione a livello di flussi e processi. Lo scopo è aiutarti a fare le cose meglio e più velocemente.</li><li><strong>Riservatezza</strong>: i tuoi dati, le password, i processi nelle mani di un MSP sono al sicuro. Aspetto non trascurabile, anche perché ti permette di essere in regola con le disposizioni GDPR in tema di conservazione dei dati.</li><li><strong>Costi certi:</strong> il budget per la tua infrastruttura IT diventa una voce di costo prevedibile e senza brutte sorprese.</li></ul><p>Se vuoi saperne di più, non esitare a contattarci compilando il <a href="https://www.sistevo.it/contatti/" rel="noopener">form</a>. Io e il mio team saremo a disposizione per un incontro senza impegno, per capire quali sono le esigenze della tua azienda e offrirti la soluzione più adeguata.</p>								</div>
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							Marco Possenti						</h4>
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						<p>CEO & Founder presso Sistevo Srl</p>
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		<title>Business Continuity: proteggere l&#8217;azienda da fermi e guasti di sistema</title>
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		<pubDate>Tue, 29 Sep 2020 17:16:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[PROTEGGI]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Un guasto tecnico o un attacco ransomware possono provocare un fermo dei sistemi informatici dell’azienda, causando danni economici anche gravi.  Per questo motivo oggi è fondamentale dotare i propri sistemi informatici di soluzioni adeguate per garantire la Business continuity. Sebbene la maggior parte delle piccole e medie imprese ritenga che le probabilità di subire un [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.sistevo.it/business-continuity-proteggi-la-tua-azienda/">Business Continuity: proteggere l&#8217;azienda da fermi e guasti di sistema</a> proviene da <a href="https://www.sistevo.it">Sistevo Srl</a>.</p>
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									<h3>Un guasto tecnico o un attacco ransomware possono provocare un fermo dei sistemi informatici dell’azienda, causando danni economici anche gravi. </h3><h3>Per questo motivo oggi è fondamentale dotare i propri sistemi informatici di soluzioni adeguate per garantire la Business continuity.</h3>								</div>
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									<p>Sebbene la maggior parte delle piccole e medie imprese ritenga che le probabilità di subire un incidente siano molto basse, il rapporto dell’Uptime Institute, “<a href="https://uptimeinstitute.com/resources/asset/2020-data-center-industry-survey">2020 Data Center Survey</a>” ha stimato che <b>un terzo delle aziende ha sperimentato almeno un’interruzione alla continuità operativa </b>del proprio data center negli ultimi 3 anni.</p><p>Le cause possono essere diverse: un guasto dovuto a un disastro naturale, un errore del software, un blackout, un cyber attacco, e così via.</p><p>Oltre all’eventuale danno fisico all’hardware, la principale conseguenza di un disastro è il <b>fermo dei sistemi aziendali</b>, che può avere un danno economico elevato. Si stima che un fermo dei sistemi può arrivare a costare all’azienda fino a una media di <b>5.600 dollari al minuto</b> (Fonte: <a href="https://blogs.gartner.com/andrew-lerner/2014/07/16/the-cost-of-downtime/">Gartner</a>). Nei costi di un fermo bisogna infatti includere anche il costo della manodopera inattiva, i mancati introiti, le linee di produzione bloccate, solo per citare qualche esempio.</p><p>La buona notizia però è che i danni provocati dalla maggior parte degli incidenti si possono prevenire attraverso l’implementazione di soluzioni di Business continuity e <a href="https://www.sistevo.it/disaster-recovery-larma-segreta-per-gestire-guasti-e-crash-del-sistema/">piani di Disaster Recovery</a>. Tali soluzioni includono software, procedure e processi per ripristinare il sistema e tutti i dati dell’azienda in caso di fermo dei sistemi.</p>								</div>
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									<h3>Ma cosa significa nel concreto Business continuity?</h3><p>In questo breve video viene spiegato:</p><ul><li>il concetto di Business continuity con <b>esempi di soluzioni da implementare</b> affinché l’azienda possa riprendere le attività in caso di disastro</li><li>qual è la differenza tra un semplice backup dei dati e una soluzione di Business continuity</li><li>come una soluzione di Business continuity può aiutarti a controllare i costi.</li></ul><p> </p>								</div>
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		<title>Disaster Recovery: l&#8217;arma segreta per gestire i guasti e crash del sistema</title>
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		<dc:creator><![CDATA[evoltech]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 15 Sep 2020 11:44:28 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Perché avere un piano di disaster recovery può garantire la continuità operativa anche in situazioni di emergenza. Contenuti dell&#8217;articolo Hai mai sperimentato un guasto alla rete della tua azienda che ha provocato un fermo dei sistemi?  Magari a causa di un blackout causato da un forte temporale, oppure il server ha smesso di funzionare perché [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.sistevo.it/disaster-recovery-larma-segreta-per-gestire-guasti-e-crash-del-sistema/">Disaster Recovery: l&#8217;arma segreta per gestire i guasti e crash del sistema</a> proviene da <a href="https://www.sistevo.it">Sistevo Srl</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[		<div data-elementor-type="wp-post" data-elementor-id="265" class="elementor elementor-265" data-elementor-post-type="post">
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									<h2>Perché avere un piano di disaster recovery può garantire la continuità operativa anche in situazioni di emergenza.</h2>								</div>
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				Contenuti dell'articolo			</h5>
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									<p>Hai mai sperimentato un guasto alla rete della tua azienda che ha provocato un fermo dei sistemi? </p><p>Magari a causa di un blackout causato da un forte temporale, oppure il server ha smesso di funzionare perché i locali si sono allagati. O più semplicemente per via di un problema tecnico.</p><p>In molti sono convinti che sia un’eventualità remota e poco probabile. </p><p>Purtroppo è un errore.</p><p>Al di là delle statistiche sulla frequenza degli incidenti, il problema è che, quando capita, <b>queste aziende sono totalmente impreparate a gestire l’emergenza, con danni economici elevati</b>.</p><p>Innanzitutto in termini di <b>dati</b>: non solo si rischia di perdere tutti i file di lavoro o file personali salvati sui singoli dispositivi, ma anche tutti i dati dei gestionali dell’azienda, come ad esempio il proprio CRM; il programma per gestire le buste paga; o i software che controllano le linee produttive.</p><h3>Come e quando si verifica un disastro?</h3><p>Da <a href="https://blog.storagecraft.com/data-loss-statistics-infographic/" target="_blank" rel="noopener">un’indagine</a> condotta nel 2017, risulta che le principali cause di data loss sono per il 31% dovute a <b>guasti </b>di sistema/hardware, il 29% per un <b>errore umano</b> e il 29% per <b>virus</b>, <b>malware </b>o <b>ransomware</b>.</p><p>Inoltre, un blocco del sistema comporta spesso un fermo dell’attività con relative <b>perdite</b> in termini di fatturato e una potenziale <b>esposizione a minacce</b> di cyber attacchi.</p><p>Per questo motivo è fondamentale aver predisposto in anticipo un <b>piano d’azione </b>che permetta di fronteggiare l’emergenza e di ridurre al minimo i rischi, al fine di riprendere a lavorare in efficienza il prima possibile.</p>								</div>
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									<h3>Quanto costa all’azienda il downtime?</h3>								</div>
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									<p>Purtroppo il fermo dell’infrastruttura informatica dell’azienda ha un costo molto elevato. </p><p>Da una stima di <a href="https://blogs.gartner.com/andrew-lerner/2014/07/16/the-cost-of-downtime/" target="_blank" rel="noopener">Gartner </a>(azienda di ricerca e consulenza attiva in tutto il mondo), il <b>costo medio di un minuto di downtime</b> costerebbe i media intorno ai <b>5.600 dollari</b>.</p><p>Per calcolare le perdite totali, occorre infatti includere i costi gestionali dell’azienda, i mancati guadagni, ma anche il costo del personale che non può svolgere il proprio lavoro.</p><p>Per fare un calcolo di esempio, secondo i dati Eurostat (dicembre 2016), il costo medio di un dipendente è di circa 29,50 Euro all’ora. Ecco che allora, un fermo di 8 ore, per un’azienda di 50 persone comporta una perdita di 11.800 Euro solo come costo del del personale.</p><p>Ma non finisce qui.</p><p>Occorre anche considerare che <b>riparare un guasto </b>o recuperare dei dati potrebbe essere un’operazione molto onerosa. Ad esempio, una semplice operazione di recupero dati dell’hard disk potrebbe costare <b>fino a 7.500 dollari</b> (<a href="https://www.sherweb.com/blog/security/statistics-on-data-loss/" target="_blank" rel="noopener">fonte</a>), senza nessuna garanzia di successo.</p><h3>Probabilità di un disastro: cosa dicono le statistiche.</h3><p>Se stai pensando che tanto a te non succederà mai, ecco qualche altro dato statistico. Il rapporto dell’Uptime Institute, “<a href="https://uptimeinstitute.com/resources/asset/2020-data-center-industry-survey" target="_blank" rel="noopener">2020 Data Center Survey</a>”, ha raccolto la testimonianza di IT managers e designer, Facility manager, Senior Executive di aziende di tutto il mondo, in particolare Stati Uniti e Europa: <b>un terzo delle aziende ha sperimentato almeno un’interruzione alla continuità operativa del proprio data center negli ultimi 3 anni.</b></p><p>La buona notizia però è che le stesse persone hanno dichiarato che almeno il 75% degli incidenti fosse in qualche modo prevedibile.<br />Un maggior investimento nell’infrastruttura e un piano di disaster recovery ben ideato possono infatti ridurre i rischi e le minacce all’intero sistemo.</p><p>Vediamo come.</p>								</div>
				</div>
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									<h3>DRP (Disaster Recovery Plan): come funziona e perché è importante.</h3>								</div>
				</div>
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									<p>Un piano di Disaster Recovery o semplicemente DRP non è altro che un insieme di <b>procedure </b>da attuare in determinate situazioni di emergenza al fine di garantire la cosiddetta <a style="font-family: var( --e-global-typography-text-font-family ); font-weight: var( --e-global-typography-text-font-weight ); background-color: #ffffff; font-size: 1rem;" href="https://www.sistevo.it/business-continuity-proteggi-la-tua-azienda/" target="_blank" rel="noopener">business continuity.</a></p><p><span style="font-size: 1rem; background-color: transparent;">Il piano deve includere informazioni, procedure, operazioni da compiere che riguardano:</span></p><ul><li><span style="font-size: 1rem; background-color: transparent;">la gestione dei rischi</span></li><li><span style="font-size: 1rem; background-color: transparent;">l’attuazione delle procedure di ripristino</span></li><li><span style="font-size: 1rem; background-color: transparent;">l’attivazione di misure preventive</span></li></ul><div><p><span style="background-color: transparent;">Non esiste un modello di Disaster Recovery Plan uguale per tutte le aziende, bensì occorre elaborare una strategia cucita sulle esigenze della singola realtà, e considerare numerosi fattori interni ed esterni.</span></p><h3><span style="background-color: transparent;">Come si costruisce un Disaster Recovery Plan</span></h3><p><span style="font-size: 1rem;">Tra i tanti elementi di cui tenere conto, spiccano per importanza la <b>dotazione tecnologica</b> dell’infrastruttura, le <b>risorse </b>(personale e facilities e il budget a disposizione), l’eventuale copertura assicurativa, i fornitori, i requisiti di conformità a cui attenersi (pensiamo ad esempio ai vincoli del GDPR in materia di conservazione dei dati personali).</span></p><p><span style="font-size: 1rem;">Una volta raccolte tutte le informazioni, il processo di elaborazione di un Disaster Recovery Plan attraversa <b>3 fasi principali</b>: Analisi, Pianificazione Strategica, Test</span></p></div>								</div>
				</div>
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									<h4>Disaster Recovery Plan: fase di analisi</h4>								</div>
				</div>
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									<p>Prima di cominciare a pensare a una strategia di ripristino dell’operatività, occorre fare un <b>assessment approfondito</b> di tutti gli aspetti che riguardano l’infrastruttura IT.</p><p><span style="font-size: 1rem;">L’analisi dovrà tenere conto della documentazione a disposizione, arricchita da interviste e questionari svolti tra i team di lavoro dell’azienda. Inoltre, potrebbe essere utile recuperare la documentazione disponibile sugli incidenti avvenuti in passato, per capire cosa ha funzionato e cosa no.</span></p><p><span style="font-size: 1rem;">A partire dalle <b>minacce</b> e dalle <b>vulnerabilità</b>, si cercherà di individuare quali sono ad esempio gli eventi naturali più probabili rispetto alla zona geografica. Ad esempio, qual è il rischio di forti temporali e trombe d’aria, terremoti o alluvioni.</span></p><p><span style="font-size: 1rem;">A seguire, sarà necessario capire quale potrebbe essere<b> l’impatto</b> degli incidenti sull’operatività, ordinando il tutto per priorità. </span></p><p><span style="font-size: 1rem;">Alcuni sistemi potrebbero infatti smettere di funzionare per qualche giorno (ad esempio, il gestionale paghe) senza un grande impatto sull’organizzazione. Altri, invece, devono essere sempre in funzione per evitare un danno economico, come ad esempio il sistema di inserimento ordini.</span></p><p><span style="font-size: 1rem;"> A questo punto è fondamentale definire anche gli obiettivi di <b>RTO</b> e di <b>RPO</b>.</span></p>								</div>
				</div>
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									<h4>RTO e RPO cosa sono</h4>								</div>
				</div>
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									<p>Se non sai cosa significano queste due sigle, ecco una breve spiegazione.</p>
<ul>
<li><span style="font-size: 1rem; background-color: transparent;">RTO sta per </span><b style="font-size: 1rem; background-color: transparent;">Recovery Time Objective</b><span style="font-size: 1rem; background-color: transparent;"> e serve per calcolare quanto velocemente il sistema deve essere ripristinato per garantire la continuità operativa. Ovvero, per quanto tempo la tua azienda riesce a sopravvivere a fronte di un disastro, prima che il danno sia irreparabile.</span></li>
<li><span style="font-size: 1rem; background-color: transparent;">RPO è l’acronimo di </span><b style="font-size: 1rem; background-color: transparent;">Recovery Point Objective</b><span style="font-size: 1rem; background-color: transparent;"> e misura la quantità massima di dati persi, prima che il danno per l’azienda sia irreparabile. È uno strumento molto importante per definire i tempi e la frequenza di backup.</span></li>
</ul>
<p><span style="font-size: 1rem;">Sono due parametri fondamentali poiché definiscono i tempi del piano di Disaster Recovery.</span></p>
<p><span style="font-size: 1rem;">Se vuoi provare a calcolare l’RTO e l’RPO della tua azienda, utilizza questo </span><a style="background-color: #ffffff; font-size: 1rem;" href="https://partners.achab.it/download/datto/rtocalculator/" target="_blank" rel="noopener">calcolatore</a>.</p>								</div>
				</div>
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									<h4>Disaster Recovery Plan: Pianificazione strategica</h4>								</div>
				</div>
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									<p>Nella fase di elaborazione strategica è importante procedere per step, identificando e definendo i seguenti elementi chiave:</p>
<ul>
<li><b>Obiettivi</b>: definire gli obiettivi da raggiungere in caso di emergenza, specificando modalità e tempi di attuazione.</li>
<li><b>Team</b>: identificare il team di lavoro che sarà responsabile dell’attuazione del piano.</li>
<li><b>Procedure</b>: identificazione delle procedure di ripristino.</li>
<li><b>Misure preventive</b>: valutare la dotazione tecnologica attuale e valutare possibili integrazioni di Hardware o Software in base al budget disponibile.</li>
<li><b>Documentazione</b>: produrre una documentazione da mettere a disposizione di tutti i team di lavoro per far fronte all’emergenza.</li>
</ul>								</div>
				</div>
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									<h3>Disaster Recovery Plan: Test</h3>								</div>
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									<p>L’ultima fase, ma non meno importante, prevede la <b>condivisione </b>e l’approvazione del piano da parte della dirigenza e, a seguire, un <b>test periodico</b> di messa in atto del piano di Disaster Recovery.</p>
<p>La raccomandazione è quella di testare il piano periodicamente ogni sei mesi o almeno una volta all’anno, in modo da fare gli opportuni aggiornamenti.</p>								</div>
				</div>
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									<h3>Il ruolo strategico del backup</h3>								</div>
				</div>
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									<p>Rispetto al semplice backup, volto a preservare l’integrità dei dati, un piano di Disaster Recovery abbraccia un concetto più ampio di ripristino. Non solo <b>dati</b>, ma tutto il patrimonio informatico dell’azienda, incluse <b>configurazioni</b>, <b>impostazioni</b>, <b>configurazioni </b>di sistema,<b> sistemi operativi</b>.</p><p>Tuttavia, il backup dei dati gioca un ruolo decisivo e strategico all’interno del piano di Disaster Recovery, poiché premessa indispensabile per il ripristino dell’operatività informatica.</p><p>Tenendo conto delle esigenze delle singole aziende, che variano enormemente a seconda delle dimensioni e del modello organizzativo, oggi è fondamentale prevedere delle procedure di backup efficienti.</p><p>Soprattutto per le aziende più piccole, che verosimilmente non hanno un team dedicato all’infrastruttura IT, è sempre più logico avvalersi del servizio <b>DRaaS </b>(Disaster Recovery as a Service): grazie allo sviluppo del cloud e delle tecnologie di virtualizzazione, è possibile affidarsi a fornitori o servizi terzi per le operazioni di backup.</p><p>Sul mercato esistono numerose soluzioni e non sempre è facile orientarsi. Oltre ad affidarsi a un fornitore <a href="https://www.sistevo.it/msp-chi-sono-e-cosa-offrono-alle-aziende/">MSP </a>di fiducia, è importante considerare tre fattori principali:</p><ul><li><b>I costi</b>: nel valutare un’offerta, occorre calcolare bene il costo per device, per utente, per gigabyte, per mese e per anno e allocare un budget di conseguenza.</li><li><b>Le funzionalità accessorie</b>: più o meno tutti i servizi hanno le stesse funzioni di base. Tuttavia è importante valutare anche le funzionalità extra che possono migliorare e ottimizzare i processi in maniera sostanziale.</li><li><b>Le funzionalità di ripristino</b>: un backup è utile solo se i dati sono facilmente recuperabili in una situazione di emergenza.</li></ul>								</div>
				</div>
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									<h3>Inizia subito a predisporre un piano di Disaster Recovery</h3>								</div>
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									<p>Sebbene un Disaster Recovery Plan sembri uno strumento accessorio e rimandabile a domani, supportato dalla frequente considerazione «Ma figurati se capita proprio a me», in realtà i dati ci dicono il contrario.</p>
<p>Guasti ed disastri naturali sono eventualità con cui purtroppo è necessario fare i conti, sebbene siano molto difficili da prevedere.</p>								</div>
				</div>
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									<h3 class="elementor-icon-box-title">
						<span  >
							Se sei già nostro cliente MSP						</span>
					</h3>
				
									<p class="elementor-icon-box-description">
						Niente paura, il servizio di Disaster Recovery è già previsto e attivabile nel tuo contratto, a tutto il resto ci penseremo come sempre noi.					</p>
				
			</div>
			
		</div>
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									<h3 class="elementor-icon-box-title">
						<span  >
							Se invece non sei ancora un nostro cliente						</span>
					</h3>
				
									<p class="elementor-icon-box-description">
						Ma desideri approfondire l’argomento, abbiamo preparato per te una risorsa gratuita: un template di Piano di Disaster Recovery Plan base, da utilizzare come spunto per predisporre le tue misure minime necessarie per affrontare una situazione critica.					</p>
				
			</div>
			
		</div>
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					<h2 class="elementor-heading-title elementor-size-default">Richiedi subito la tua DRP checklist </h2>				</div>
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		<p>L'articolo <a href="https://www.sistevo.it/disaster-recovery-larma-segreta-per-gestire-guasti-e-crash-del-sistema/">Disaster Recovery: l&#8217;arma segreta per gestire i guasti e crash del sistema</a> proviene da <a href="https://www.sistevo.it">Sistevo Srl</a>.</p>
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